Pregare e' ...

Pregare e' ...

...incontrare Dio e sentire che lui ci ama infinitamente così come siamo
Pregare e' ...

Pregare e' ...

... dare il tempo a Dio e a se stessi
Pregare e' ...

Pregare e' ...

... tacere davanti a Dio e resistere al suo silenzio
1226, Francesco, quasi al termine della sua vita, dimora all’Eremo delle Celle di Cortona dove probabilmente detta il suo Testamento ...

IL TESTAMENTO DI FRANCESCO

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Scuola di preghiera 2020/2021

Scuola Di Preghiera 2020/2021

Il Credo della preghiera

Noi crediamo che...
La preghiera non è tutto, ma che tutto deve cominciare dalla preghiera.
La preghiera è la vita stessa di Dio perchè Dio è preghiera, è comunione d’amore.
La preghiera non è qualcosa di facoltativo ma di costitutivo del nostro essere più profondo perchè creati ad immagine di Dio: essa è la vocazione più profonda dell’uomo.
Pregare è incontrare Dio, è pensare che lui ci ama infinitamente così come siamo, è amarlo.
Gesù ha promesso lo Spirito Santo a coloro che lo chiedono al Padre.
La vocazione dell’uomo è di essere contemplativo per le strade del mondo.
La preghiera non ha bisogno di tante parole, perchè l’amore si esprime soprattutto nei fatti.
Si può pregare tacendo, soffrendo, lavorando, ma il silenzio, la sofferenza, il lavoro è preghiera solo se si ama.
Non sapremo mai valutare la validità della nostra preghiera, ma sentiamo di pregare se cresciamo nell’amore, nel distacco dal male e nella fedeltà alla volontà di Dio.
Impara a pregare soprattutto chi impara a tacere davanti a Dio e a resistere al suo silenzio.
Pregare è un dono gratuito di Dio da chiedere tutti i giorni.
Dare il tempo alla preghiera è dare il tempo a Dio e a se stessi.
Amare, pregare, non consiste nel sentire che si ama, ma nel voler amare (P. De Foucauld).
Nella preghiera bisogna perseverare senza vedere e ricominciare sempre, senza scopo, per niente, per Lui, in pura perdita.
Doniamo agli altri solo ciò che riceviamo da Dio.
Chi impara a pregare impara a vivere.

Pregano e non cambiano

Incontro del 13 febbraio 2021 a cura di fra Mark Ezeh

Incontro del 13 febbraio 2021 a cura di fra Mark Ezeh

Salmo 40,1-9-Ringraziamento/Invocazione di aiuto
Ho sperato: ho sperato nel Signore ed egli su di me si è chinato, ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha tratto dalla fossa della morte, dal fango della palude; i miei piedi hanno stabilito sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore e confideranno nel Signore.
Beato l'uomo che spera nel Signore e non si mette dalla parte dei superbi, né si volge a chi segue la menzogna.
Quanti prodigi tu hai fatto, Signore Dio mio, quali disegni in nostro favore: nessuno a te si può paragonare.
Se li voglio annunziare e proclamare sono troppi per essere contati.
Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Sul rotolo del libro di me è scritto, 9che io faccia il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero, la tua legge è nel profondo del mio cuore.

Signore, liberami dall’egoismo
Signore, fammi buon amico di tutti.
Fa’ che la mia persona ispiri fiducia:
a chi soffre e si lamenta,
a chi cerca luce lontano da Te,
a chi vorrebbe cominciare e non sa come,
a chi vorrebbe confidarsi
e non se ne sente capace.
Signore aiutami,
perché non passi accanto a nessuno
con il volto indifferente,
con il cuore chiuso, con il passo affrettato.
Signore, aiutami ad accorgermi subito:
di quelli che mi stanno accanto,
di quelli che sono preoccupati e disorientati,
di quelli che soffrono senza mostrarlo,
di quelli che si sentono isolati senza volerlo.
Signore, dammi una sensibilità
che sappia andare incontro ai cuori.
Signore, liberami dall’egoismo,
perché Ti possa servire,
perché Ti possa amare,
perché Ti possa ascoltare
in ogni fratello
che mi fai incontrare.
(Preghiera del Volontario)

Preghiera di farisei e di un pubblicano nel Tempio
Dal Vangelo Secondo Luca, Luca 18,10-14
“Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato» (Luca 18,10-14).

 

 

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Preghiera

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